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Spieghiamo La storia vera
Vi spieghiamo LA STORIA, QUELLA VERA
Prima dell’arrivo di un temibile pinguino, venivano utilizzate numerose tecniche di netlinking per ottimizzare il posizionamento dei siti web. Scoprite di più sul netlinking e sulla penalizzazione Google Penguin!
Il netlinking, un vero pilastro della SEO
Il netlinking, cos’è?
Il netlinking, o link building, è una tecnica di ottimizzazione per i motori di ricerca volta a dimostrare la popolarità di un sito web ai motori di ricerca, grazie al numero di link esterni che puntano verso di esso. Per aumentare la notorietà di un sito, è quindi necessario acquisire più link esterni di qualità. Si tratta di una strategia SEO indispensabile per migliorare il posizionamento di un sito nei risultati dei motori di ricerca.
I link esterni, un fattore di posizionamento essenziale
Da sempre, gli esperti SEO cercano di comprendere i segreti dell’algoritmo di Google. Per quanto riguarda i backlink, o link esterni, Lawrence Page e Sergey Brin avevano già fornito una pista importante da esplorare svelando l’aspetto fondamentale delle strutture e dei testi dei link nel sistema di classificazione di Google.
Il documento “The anatomy of a large-scale hypertextual Web search engine”, redatto dai due fondatori nel 1998, dettaglia infatti che i link esterni sono una delle componenti che permettono a Google di mostrare i risultati di ricerca più pertinenti per l’utente: questa tecnologia è chiamata «PageRank».
Il PageRank è una componente cruciale dell’algoritmo di Google
Sebbene non sia più possibile accedere a questo dato, esso era ampiamente sfruttato dagli specialisti SEO. Questa sfaccettatura dell’algoritmo di Google analizza la struttura dei link esterni e del loro testo di ancoraggio per definire la popolarità della pagina verso cui rimandano.
In sintesi, più una pagina riceve link da siti le cui pagine hanno un PageRank elevato, più tale pagina è considerata pertinente e viene messa in evidenza. Un dato prezioso per gli esperti SEO, poiché permetteva di identificare in un colpo d’occhio i siti strategici in base al loro punteggio.
I diversi metodi di netlinking
Nel corso degli anni sono emerse diverse tecniche di link building. Per ottenere link esterni è possibile seguire le raccomandazioni di Google, ovvero creare contenuti interessanti ad alto valore aggiunto che possano essere condivisi in modo naturale tramite un link: si tratta del «link baiting».
Un altro metodo consiste nell’acquistare direttamente link esterni da una piattaforma di netlinking presso diversi portali per migliorare il posizionamento di un sito.
Un problema principale per Google: lo spam di link esterni
Tuttavia, gli algoritmi di Google vedono di buon occhio i link “artificiali”. Le strategie di netlinking hanno subito delle derive: anchor text sovra-ottimizzate, network di siti web (PBN), spam di massa nei commenti dei forum, nelle directory o tramite comunicati stampa sono stati sfruttati per molti anni.
Il sistema del PageRank si trova così messo a dura prova: come riuscire a classificare le pagine più pertinenti nella SERP nonostante le tecniche di netlinking abusive?
L’arrivo di una penalizzazione chiamata Penguin…
L’attuazione del filtro algoritmico Google Penguin ha segnato un nuovo punto di svolta; a meno di un anno dal lancio di Google Panda, le SERP si sono ritrovate ancora una volta sottosopra. L’obiettivo questa volta: le tecniche di netlinking scorrette e lo spam di link esterni.
Gli obiettivi di questo nuovo filtro algoritmico
La missione di Google Penguin è penalizzare i siti che presentano strategie di netlinking abusive e Black Hat, prendendo di mira i link esterni fittizi e sovra-ottimizzati. L’obiettivo era fare una cernita tra i siti web potenziati artificialmente per presentare agli utenti risultati di ricerca più pertinenti e qualitativi.
Le tecniche di netlinking spammy diventano quindi obsolete e molti proprietari di siti web ne subiscono le conseguenze…
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